Punture di api, vespe e calabroni: conoscere e prevenire la reazione allergica

Consigli utili dalla Farmacia Alliegro per l’estate e i viaggi

Le punture di api, vespe e calabroni possono provocare reazioni allergiche, anche mortali, se non si interviene prontamente.

Le punture degli imenonotteri (api, vespe, calabroni) possono provocare una reazione allergica più o meno grave, in base alla sensibilità individuale, fino ad arrivare a sintomi che possono risultare fatali se non si interviene con un “kit salvavita”: adrenalina autoiniettabile, cortisone e antistaminici. In ogni caso è opportuno recarsi al più vicino pronto soccorso.

Le reazioni alle punture di imenotteri

In assenza di allergia specifica, la puntura degli imenotteri causa una reazione attorno alla sede colpita caratterizzata da dolore, gonfiore e rossore che si attenua nel giro di poche ore.

In base alla sensibilità individuale i sintomi possono essere diversi: per i soggetti allergici al veleno, l’adrenalina è di vitale importanza e va tenuta sempre con sé in appositi contenitori in quanto è sensibile alle alte temperature.

Un ulteriore minaccia estiva è rappresentata dalla diffusione della Vespa velutina o calabrone asiatico che presenta sostanziali differenze dal calabrone comune e non va confuso con esso: la vespa velutina è lunga circa 3 cm, presenta una striscia gialla sull’addome, le zampe hanno le estremità gialle mentre le antenne sono nere. La puntura di questo insetto può causare reazioni allergiche gravi fino allo shock anafilattico.

Cura quotidiana della barba

In caso di barba corta e ben definita può essere utile scegliere un pettine da barba per la cura quotidiana. Il pettine è più pratico e in grado di districare i nodi più piccoli tipici di una barba non troppo lunga. In caso di un taglio più lungo, l’ideale è optare per una spazzola da barba. Quest’ultima aiuta a distribuire i prodotti come oli per barba o cere emollienti su tutta la parte interessata. Continua a leggere

Eritemi solari : come proteggersi

L’eritema solare, o scottatura, è una condizione infiammatoria acuta, legata a un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (Uv). Gli Uv danneggiano il Dna e determinano l’infiammazione ,l’apoptosi delle cellule della pelle e dilatano i capillari superficiali causando l’eritema. Nei casi più gravi vi può essere la formazione di vescicole o bolle (ustione di primo grado), febbre e malessere. Conseguenze dell’ eritema solare  sono l’invecchiamento della pelle e il maggior rischio di formazione di melanomi e altri tumori della pelle. Continua a leggere

Cosmetici non aperti: quanto tempo durano?

La durata dei cosmetici è un argomento di cui si parla poco. Quando non vengono aperti, i cosmetici durano circa 2-3 anni, mentre rossetti e trucchi fino a 5.  Alcuni rischi possono emergere a causa di eventuali difetti, come chiusure imprecise o rotture delle confezioni, che fanno entrare aria o da una conservazione in posti non adatti. Vediamo allora quali sono i segreti per far durare più a lungo i propri cosmetici. Continua a leggere

Gambe gonfie: cause e possibili rimedi

La gestione dei disturbi della circolazione sanguigna, rappresenta senza dubbio un ambito che può essere preso in carico dal farmacista nella sua veste di operatore sanitario territoriale. Dal punto di vista anatomico le vene sono costituite da tre tonache che conferiscono loro resistenza e trofismo; i capillari del micro circolo invece sono costituiti solo da cellule endoteliali. I capillari sono di estrema importanza nella regolazione della pressione, negli scambi ematici e nella regolazione del flusso sanguigno. Un’alterazione dei meccanismi alla base del sistema della pompa venosa costituita dal micro circolo determina una serie di disturbi: le insufficienze venose croniche. Continua a leggere

Quale protezione solare scegliere?

Come funzionano le protezioni solari.

filtri solari minerali o fisici sono solitamente costituiti da polveri finissime di ossido di titanio o zinco. Come agiscono? I filtri solari minerali creano una vera e propria barriera sulla pelle che respinge e limita l’azione dei raggi UV. I filtri non minerali (chimici) agiscono invece frenando e indebolendo la potenza dei raggi ultravioletti. Sono i filtri preferiti dai dermatologi e contenuti nella maggior parte delle creme solari. Continua a leggere

Gonfiore o grasso addominale? Scopri come avere una pancia piatta in vista dell’estate!

 

Grasso addominale e gonfiore sono due fenomeni spesso causati da una dieta disordinata, uno stile di vita sedentario o l’abuso di alimenti ricchi di zuccheri e carboidrati. Tutte queste cattive abitudini possono favorire disordini gastrointestinali, incentivando la fermentazione che può creare gonfiore e aria nell’intestino, ma anche grasso viscerale che si accumula nel punto vita.

In alcuni soggetti, la predisposizione alla crescita del grasso addominale è genetica, mentre tra le donne può essere un effetto collaterale della menopausa. Solo un medico esperto è in grado di determinare se si tratta di grasso addominale o gonfiore: a volte, il gonfiore della pancia può infatti dipendere da intolleranze alimentari che devono essere investigate da un professionista. Continua a leggere

Allergie stagionali: la quarantena può alleviare i sintomi

Una ricerca ha evidenziato che l’uso di mascherine e un minor livello di inquinamento atmosferico, potrebbero impattare positivamente sulla qualità di vita di chi soffre di allergie stagionali

A soffrire di allergie sono quasi la metà degli italiani (45%) per lo più di giovane età.

La mascherina farà da filtro ai pollini.

Quest’anno, tuttavia, la stagione degli allergici ai pollini potrebbe non essere come le altre, dal momento che le persone sono chiuse in casa a seguito delle disposizioni di contenimento del Coronavirus.

L’aria aperta è il principale nemico per 1 italiano su 2. Ma alcuni agenti allergici possono nascondersi anche tra le mura domestiche. All’aperto così come al chiuso, quindi, possono verificarsi episodi di starnuti frequenti, prurito agli occhi e ostruzione nasale, ma anche il gocciolamento nasale e la tosse sono tra i sintomi più fastidiosi.

Il luogo in cui siamo soliti soggiornare più di frequente è fondamentale nell’individuare la causa scatenante dell’allergia, oggi infatti si vive molto di più in casa rispetto al passato, e acari e pelo di cani e gatti concorrono a favorire una maggiore sensibilizzazione. Non ultimo l’inquinamento: in queste settimane, la sua drastica riduzione potrebbe essere un fattore che influisce proprio sul manifestarsi delle allergie stagionali”.

Anche se quello dell’allergia è un piccolo disturbo che può diventare gestibile, non è da sottovalutare l’impatto che crea nella vita di tutti i giorni.

Alcuni consigli per ridurre i sintomi

  • In casa: soprattutto in questo periodo dobbiamo fare attenzione ad acari e muffe; è quindi importante ridurre umidità, areare e approfittarne per pulire a fondo la casa, mettendo via moquette e tappeti che raccolgono polvere;
  • Al lavoro: tra le pulizie extra previste negli uffici prima del rientro, è bene includere anche quella dei filtri dell’aria condizionata;
  • All’aperto: in questi giorni in cui possiamo uscire solo per emergenze, chi soffre di allergie ai pollini dovrebbe cercare di evitare le prime ore del giorno, quando la pollinazione è più intensa. Poi, quando finalmente torneremo a usare abitualmente l’auto, ricordarsi di pulire i filtri per limitare il più possibile l’esposizione.

Mascherine: i modelli e come usarle correttamente

In questo momento di emergenza sanitaria nazionale a causa del coronavirus è fondamentale conoscere tutti i diversi tipi di mascherine. È molto importante perché è l’unico modo per poterle scegliere bene: ogni dispositivo, infatti, è adatto a contesti specifici, (dall’ambiente sanitario a quello aziendale) e ha funzioni diverse.

Quando si deve usare la mascherina

Sono indicate in contesti in cui vi è un’elevata circolazione del virus o comunque dove non si possono mantenere le distanze necessarie tra chi è infetto e chi non lo è. In tutte queste situazioni la mascherina rappresenta una barriera fisica necessaria tra la persona contagiata e gli altri.

Fondamentali per i lavoratori che operano nel mondo della sanità a tutti i livelli, le mascherine diventano indispensabili anche per tutti i cittadini che si muovono e che lavorano durante la pandemia.

È bene ricordare che le mascherine si indossano correttamente coprendo anche il naso, oltre che la bocca.

Tipologie di mascherine

Ora è bene bene comprendere l’efficacia delle mascherine, modello per modello. Non tutti i dispositivi, infatti proteggono allo stesso modo, ma esistono diversi tipi che garantiscono vari gradi di protezione. In particolare:

  • Mascherine semplici (a uso igienico)
    Questo dispositivo viene utilizzato in alcuni contesti aziendali o industriali. Non previsto per l’utilizzo sanitario e che quindi non deve rispettare le norme disposte per le altre tipologie.
  • Mascherine chirurgiche (per uso medico)
    Sono composte da tre strati di tessuto-non-tessuto plissettato che si indossano sul volto grazie a elastici o lacci. Questo tipo di dispositivo deve rispettare determinati requisiti tecnici e passare alcuni test specifici per verificare se la mascherina blocca le goccioline contaminate da batteri.
  • Maschere filtranti
    Dette anche Filtranti Facciali per la Protezione individuale (da cui FFP), sono in grado di bloccare il passaggio di particelle di dimensioni estremamente piccole, evitando totalmente eventuali aerosol infetti da virus, ma anche fumi pericolosi.
    Queste FFP sono i veri e propri dispositivi di protezione individuale e infatti devono rispettare una normativa rigorosa. La loro efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3 a seconda della capacità crescente di protezione.
    In ambito sanitario vengono usate le FFP2 e FFP3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 94% e del 99% e sono le più indicate per bloccare i virus. Se sono monouso, queste maschere vanno gettate dopo un turno di utilizzo o dopo un determinato numero di ore.

Le norme igieniche

Ora che conosciamo le differenze, dobbiamo ricordare che l’uso della mascherina non deve far abbassare il livello di guardia sul rispetto di tutte le norme igieniche previste per prevenire la diffusione del coronavirus, come lavarsi spesso le mani, tossire e starnutire nell’incavo del gomito, soffiarsi il naso usando fazzoletti monouso.

Come togliere in sicurezza le mascherine

Dopo aver acquistato e utilizzato le mascherine, è bene capire come toglierle e dove riporle!

È importante maneggiarle solo dagli elastici e mai dalla parte anteriore, sul cui filtro potrebbe essere presente il virus.

Bisogna poi pensare che quando vengono tolte in casa, possono essere contaminate. È quindi assolutamente sconsigliabile lasciarle sul tavolo della cucina o su un mobile, mentre è meglio scegliere una “zona filtro” all’ingresso della casa o, se vi è la possibilità, una parte all’esterno e lasciare il dispositivo almeno 24 ore.

Coronavirus: come disinfettare gli smartphone

La regolare pulizia dello smartphone è una regola igienica da rispettare non solo in tempi di coronavirus. Da tempo ricerche internazionali hanno infatti dimostrato che gli schermi degli smartphone presentano una concentrazione altissima di germi e batteri.  Continua a leggere